GRIInterviste

16 anni di musica tra reggae e rap, intervista a Manzish

Fare rap è come parlare su una base?

Questo odiosissimo luogo comune dovrebbe già essere morto da tempo, e invece, in un paese come l’Italia – “vecchio” in molti sensi – ancora sopravvive. Ma per fortuna, un po’ come Guido Meda, ogni giorno che passa perde un po’ di voce: il rap non smette mai di evolversi infatti, e a livello tecnico questo vuol dire un progressivo affinamento del flow, elemento che rende il rappato molto più simile a un cantato rispetto a un parlato.

Certo, l’effettistica aiuta, ma non è tutto.

Se prendiamo ad esempio “Uomo Ombra EP“, l’ultima fatica di un artista tanto “multitasking” come MANZISH, entriamo nella concretezza di quanto spiegato fin’ora: stiamo infatti parlando di un emergente che arriva dal mondo del reggae e della dancehall, una particolarità che lascia la sua impronta anche quando l’artista si mette alla prova nel rap, ma senza divenire comunque predominante.

Manzish infatti si dimostra perfettamente in grado di rappare.

In un singolo come “Distanze“, accompagna alla critica sociale, tipica di entrambi i generi, non solo una tecnica di canto con cui colora a modo suo il flow, con un’intonazione che a tratti potrebbe perfino ricordare Maitre Gims, ma anche un rappato ricco di incastri, metrica e incisività.

Questo è solo un volto nell’EP, che ha delle costanti, come le basi decisamente moderne nelle sonorità che però vengono interpretate in un modo molto personale, senza seguire la corrente, e soprattutto i contenuti, che spesso, come in “Distanze”, sono di tipo sociale: questa critica ad un’Italia che costringe a scappare dalla propria casa, a emigrare non solo all’estero, ma anche nel proprio stesso paese. Ma non manca anche il contenuto più introspettivo, che trova il suo culmine in “Stella Cometa“, un singolo decisamente ricco di emozione e riflessività.

Infine, c’è una certa ironia nello sguardo che l’artista rivolge intorno a sé, a volte rivolta proprio alla sua persona, che egli non tenta di rappresentare più grande di quella che è, ma che anzi mostra in tutti i suoi limiti e difetti. Altre volte questa scherzosità è molto meno legata a vicende personali, ma si rivolge a tutti noi, ricordandoci che per quanto il mondo possa buttarci già, nulla può toglierci la voglia di vivere, ridere, lottare e… ballare.

“Vabbè balliamo”. Direbbe Salmo.

Do You Wanna Dance“. Dice invece Manzish, chiudendo l’EP con un misto tra reggae, rap, e tanta positività.

Beh, certo che noi wanna dance, ma prima wanna porre qualche domanda al diretto interessato.

Ciao Manzish, nel tuo canale You Tube troviamo progetti che risalgono addirittura al 2004. Supponiamo quindi che la tua storia sia molto lunga, ricca e variegata, e vorremmo affidarti il difficile compito di riassumerla.

Guido Meda? Ma comeeee?…ma mannaggia a voi! ahahah …

Ciao, sì sul canale c’è parecchio materiale, senza contare le cose che ho “oscurato”, ci sono anche dei vecchi remix reggae e dancehall che avevo fatto nel 2008 figurati.

Riassumere (quasi) 16 anni di attività sarà difficile ma ci proverò raccontando le fasi più importanti.

Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo hip hop quando frequentavo le scuole medie, grazie a mio fratello Antonio aka Paco, facente parte dell’SDC posse (Suddacala prima), collettivo hip hop storico di Catanzaro. Alle superiori (2001 circa) nacque “il Collettivo“, eravamo un gruppo politicizzato di ragazzi provenienti dalle varie scuole locali, che si occupava di fare iniziative, prevalentemente sociali e illegali, in città e nella provincia. Con i soldi ricavati da raccolte, feste, cene e iniziative comprammo un generatore e quello fu un punto di inizio per molti. Da lì a poco nacque la Rasta Bestia Krew, che successivamente diventò il Royal Beat Sound (la mia prima reggae crew). Dal 2007 al 2012 ho frequentato l’università di Firenze e lì ho percorso il secondo step del mio percorso musicale. Mio fratello già stava a Bologna da anni quindi facevo avanti e indietro da lì, sono entrato in contatto con parecchie realtà reggae e hip hop locali sia toscane che dell’Emilia Romagna, ho avuto modo di frequentare serate di ogni tipo e anche parecchi concerti. Ringrazio ancora oggi Audioplate Records di Bologna, Tu Shung Peng Crew di Pisa e la More Fire Band di Modena per le belle esperienze in quegli anni. Una dopo l’altra sono arrivate le comparsate in giro nei centri sociali e nei locali, nelle feste universitarie, le prime feste organizzate da me, i primi contest (sia reggae che rap), interviste radio, collaborazioni e tutte le belle cose che solo la musica può darti.

Dal 2012 al 2014 sono stato tra Catanzaro, Bari e infine Milano dove mi trovo attualmente, sono successe un po’ di cose ma credetemi è meglio se taglio che non finiamo più.

Per dettagli

http://manzish.wixsite.com/manzish/biografia

All’attivo ho parecchie canzoni, qui trovate una lista completa (non aggiornata) dei singoli, cd, compilation e collaborazioni, molte cose sono scaricabili:

http://manzish.wixsite.com/manzish/discografia

Musicalmente cerco da sempre di fondere più stili musicali, principalmente reggae/dancehall con hip hop/black music passando per elettronica e suoni più sperimentali.

Naturalmente il passato è passato, ma un passato tanto ampio avrà anche la sua importanza no? Quali sono le canzoni della tua carriera che consideri più importanti per riuscire a capire e ad apprezzare la tua musica?

Il passato è tutto, inteso anche come storia.

É importante avere una visione del proprio trascorso, saperlo analizzare per poi eventualmente migliorare/evolvere in futuro.

Bella domanda, anche perché mi rendo conto di avere delle preferenze molto diverse rispetto ai miei ascoltatori riguardo le mie canzoni. Un brano molto importante è sicuramente “Cangiala“, uno dei miei primi cavalli di battaglia, poi direi “Soul Food” che ha permesso di farmi conoscere nell’ambiente reggae/dancehall italiano a livello più ampio, e infine “Estate Calabrisa” ed “Estate Calabrisa Come Again” che rappresentano l’estate tipo dei calabresi e sono un manifesto della mia regione, la Calabria.

Tra le più recenti, personalmente, dico “La Giostra“, “Perdersi Di Vista” e “Stella Cometa“. Scegliere è molto difficile, sono abbastanza affezionato a tutta la mia musica, sia vecchia che nuova… comunque ogni canzone rappresenta ed ha rappresentato un preciso momento della mia vita, sicuramente le ultime canzoni rispecchiano di più la mia personalità e la mia visione delle cose in generale.

Arriviamo finalmente a “Uomo Ombra”. Prima di tutto, come mai questo titolo?

È un titolo che mi rappresenta molto in questo periodo, appunto l’uomo e l’ombra.

Onestamente non mi va di dare troppe spiegazioni sui titoli, mi piace lasciare anche l’immaginazione e l’interpretazione agli ascoltatori. Ascoltando tutto il progetto si ha una visione più chiara del mio discorso…io, spero sempre che il messaggio arrivi!

Anche se non è mai così scontato.

COVER

A chi ti sei affidato per questo progetto a livello di grafiche, video, beats ecc… e perché?

Per quanto riguarda i beats, “Pronto Al Peggio” è dei 2ndRoof ed è il mio primissimo pezzo in stile trap risalente al 2014, brano realizzato per il Collab Contest organizzato da Fame Music. “Distanze” è di Garelli ed è stato realizzato per il Revenge contest.

Sogno” e “La faccenda” sono prodotte da AtomoG e YaThug, due giovani compaesani di Soverato molto in gamba. “Stella Cometa” è di AtomoG.

La bonus track, “Do You Wanna Dance“, è in realtà un pezzo strumentale dei Tropkillaz su cui ho rimesso mano insieme a Scarty Doc, colui che ha curato registrazione, mix e master della traccia.

Ho registrato tutte le tracce da Catchy al Greezzly Studio di Milano, da quando mi trovo a qui è ormai per me una garanzia assoluta in materia di registrazione, mix e master. Per questi ultimi due appunto ho voluto provare Sick Budd, sia per cambiare un po’ e sia perché appunto avevo bisogno di qualcuno che avesse più esperienza con le sonorità hip hop e principalmente trap, e devo dire che entrambi siamo rimasti abbastanza soddisfatti del risultato.

A parte “La Faccenda” di cui mi sono occupato personalmente con l’aiuto della mia amica Sime (che saluto), per le riprese dei video mi sono rivolto ai ragazzi di Moka Creative Lab di Milano e a due miei compaesani Stefano Sinopoli e Tommi Zawinski.

Per quanto riguarda le grafiche e tutta la parte editing dei videoclip (ovvero montaggio, effetti, color e animazioni), me ne sono occupato personalmente in quanto si tratta di un’altra mia passione ormai diventata un lavoro e viaggia in parallelo con la musica.

La foto della cover è di Simone Vannini.

Nell’introduzione abbiamo cercato di inquadrare il progetto attraverso 3 brani secondo noi particolarmente emblematici, vuoi aggiungere qualcosa a quanto detto su queste canzoni?

Sì, aggiungo una curiosità su “Distanze“, nel brano faccio riferimento al fatto di non avere Instagram, perché quando ho realizzato il brano per il Revenge Contest ancora non avevo un account e non ero molto intenzionato a farne uno… ma poi, per lavoro, mi sono ricreduto. É molto comodo per condividere i propri lavori di video e grafica con chi altrimenti non avresti mai modo di conoscere o incontrare.

Do You Wanna Dance” è il brano outsider del progetto infatti è la bonus track, è stato concepito un anno prima ed ha un’atmosfera decisamente più allegra e ironica rispetto a tutte le canzoni di Uomo Ombra (guardate il video lyric che ho realizzato l’anno scorso, rende bene il concetto).

Però ci sono altri tre estratti:
“Pronto al Peggio”, una sorta di introduzione, cosa consente di mettere in chiaro da subito questo singolo?

Che mi girano fortissimo i coglioni!! ahahah

Scherzi a parte, P.A.P. fa entrare l’ascoltatore nel mood del mio progetto, ovvero musicalità trap con argomenti e con uno stile differente da chi fa lo stesso genere in Italia, senza nulla togliere a nessuno, perché ognuno fa il suo ed è giusto che sia così.
Posso solo dire che chi assiste ad un mio live si prepara a sentire argomenti di ogni tipo, su sonorità che vanno dalla trap all’edm, passando per l’hip hop fino al reggae e la dancehall, tranquilli che non vi annoiate!

“Sogno”, un brano di denuncia che però passa attraverso la tua esperienza diretta e che si conclude con un invito a non smettere mai di sognare. Probabilmente puoi raccontare questo singolo molto meglio di come lo racconteremmo noi.

Sogno” racconta un po’ la storia di molti ragazzi italiani costretti a lasciare la propria terra per trovare un futuro migliore, ritrovandosi così a distanza dai propri familiari e dalle proprie radici. Il ritornello può essere interpretato e anche travisato in vari modi, quando dico:

“Sogno la mia terra, la mia terra è un sogno”.

Non voglio elogiare la mia regione e anzi…”la mia terra è un sogno” nel senso che esiste nella mia fantasia. Questa è la mia interpretazione. C’è molto rammarico, soprattutto per tutte le persone che conosco, in varie parti d’Italia, costrette a vivere in realtà troppo strette per loro… sotto ogni punto di vista. Allo stesso tempo, vivere lontano dalla propria città ha comunque i suoi lati negativi e dopo quasi 4 anni di vita a Milano (e quasi 7 a Firenze) posso confermare.

“La Faccenda”, forse una sorta di “autocelebrazione”, ma proposta a modo tuo, con una tua interpretazione. Sei d’accordo con questa impressione?

Mmmmm onestamente no non sono d’accordo e anzi non capisco da dove ti sia uscita..

Tutt’altro!

Penso sia il brano col messaggio più positivo di tutto il progetto, è un’esortazione a lottare per riprendersi la propria vita, un inno a restare insieme, cercare l’aiuto e la compagnia di chi ci sta accanto senza avere vergogna perché solo insieme si possono raggiungere grandi obiettivi.
Faccio anche una citazione di Deemo con “Sfida il buio“, cosa abbastanza anomala sentire parlare di old school in un brano trap italiano di sti tempi.

Quasi ogni singolo in descrizione promette il freedownload a breve, ma insomma, questo freedownload arriva? E, soprattutto, cosa dobbiamo aspettarci da Manzish dopo questo EP?

Eh sì che è arrivato!

Regalo di Natale in anticipo per quelli che mi ascoltano e mi seguono, con la collaborazione dei ragazzi di Beat Torrent, posso annunciarvi che Uomo Ombra è scaricabile dal loro sito già dalle 15 del 15 Dicembre attraverso questo link:

https://www.beattorrent.it/download/manzish-uomo-ombra/

Siamo alla fine, ti chiediamo solo più un saluto ai fans di Monorap.it e, se vuoi aggiungere qualcosa, sei libero di farlo.

Saluto tutti i follower di Mondorap.it e invito tutti ad ascoltare sempre musica, di qualsiasi tipo, di scambiare opinioni e, per chi pratica o fa arte (qualunque essa sia), di non avere mai paura di mettersi in gioco purché si faccia con serietà, identità e coerenza.

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