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Anche in Italia si può parlare di strada: “Palm Springs 3” di Dont è fuori!

C’è da spezzare una lancia nei confronti dei giovani rappers italiani:

Moltissimi si credono Gesù, ma questo non vuol dire che siano tutti Slim Jesus.

Insomma, non è che spuntano un paio di fake e allora in automatico l’Italia diventa quel paradiso in cui non si può parlare di vita di strada, non si può fare Trap, perché viviamo tutti nell’oro.

Ce lo ricorda DONT, con il terzo atto della sua serie di video titolata Palm $pring$.

In comune con il PRIMO e il SECONDO episodio la metrica, spesso tirata per le lunghe in modo volontario, senza che manchino mai quei due tre secondi in cui il rapper dimostra che se volesse rappare come tutti potrebbe tranquillamente farlo, ma lui se la vive “rock’n’roll”, in modo shallo, e porta il suo stile perfino nella Trap, genere che di per sé abbatte già numerose regole rispetto al classico rap.

Ciò che varia, principalmente è il mood.

Dalla vivacità di “Palm $pring$ 1” alla malinconia del secondo, per arrivare alla cupezza di questa terza parte, tutto al solito favorito dalle produzioni di Rectone, che offrono il tappeto musicale ideale su cui Dont può sfoderare il suo stile, di cui abbiamo già parlato a livello tecnico, e che a livello contenutistico si rifà spesso alla vita spiantata, di strada, fatta di cattive compagnie e lavori tutt’altro che onesti, cosa che farà storcere il naso a molti, perché siamo a Ferrara,non nel Bronx, eppure tocca ricordarci che il malessere in Italia è diffuso ovunque e che, se non si esagera paragonando situazioni di disagio ai veri e propri ghetti americani, non possiamo comunque considerare come “fake” qualsiasi rapper che parla di vita dura senza nemmeno conoscerlo.

E con Dont il discorso vale doppiamente, perché il suo mondo è molto vario, non solo Ferrara, o perfino Modena, dove registra al Caramhell Studio, e non solo l’Italia, ma anche la Bulgaria, la sua terra di origine, sempre presente in questi ultimi video, che vantano tutti un’impostazione molto particolare oltre alla regia di ( ).

Insomma, sulla tecnica lasciamo il giudizio al vostro gusto personale, limitandoci a denotare l’originalità della scelta, ma sul contenuto vi invitiamo a riflettere, perché si parla di strada, di droga, di vita difficile e noi siamo convinti che non se ne parli tanto per imitare altri, ma che si tratti di situazioni realmente viste o vissute.

“Stavo dentro a una cazzo di roulotte, questa è buona sì me l’ha portata Dont!”

 

 

Dont
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Loris Tudisco Ryder

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