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C’è ancora chi fa rap per passione: intervista a Sail

C’è stato un periodo in cui tutti gli emergenti facevano uscire il loro mixtape, il loro EP, o addirittura il loro album.
Ve lo ricordate?
Sicuramente avrete ricevuto mille spam del tipo:
“Ciao, per te sono un completo sconosciuto, ma ho realizzato un progetto di 30 tracce e mi piacerebbe molto avere un tuo ascolto e un tuo parere nonostante questo sia un copia-incolla più palese di un plagio a Iglesias”
Adesso per fortuna non è più di moda. Ora si punta al successo “immediato e mediatico” per citare Fred De Palma, e quindi è molto più pratico limitarsi a singoli, o al massimo EP. Tutto ciò però ci fa capire che, ad oggi:
Se un emergente realizza un album, è probabile che lo faccia con passione.

Ma nel caso di “Alter Ego“, il nuovo album del rapper di Torino che risponde al nome di SAIL, non è solo questo l’indizio che ci porta a dichiararlo colpevole di “vera passione”: che ci siano i contenuti o il flow (o entrambi), le punchlines o il canto, l’autotune o il boom bap, quello che non manca mai, in questo album, è la qualità.
E se un indizio non fa una prova, nello scorrere delle tracce diventa chiaro che questo è il caso di chi le cose le fa ancora col cuore, e per questo abbiamo deciso di porre qualche domanda al diretto interessato.

Ciao Sail, abbiamo parlato un po’ del tuo nuovo album “Alter Ego”, innanzitutto possiamo chiederti come hai iniziato a rappare, e se da subito si sono sviluppati diversi “ego” musicali nel tuo stile?

 

Ciao ragazzi, vi ringrazio per aver analizzato il mio disco.
Dunque io ho iniziato ad avvicinarmi al mondo del rap circa cinque/sei anni fa. Iniziò tutto per gioco come un po’ per tutti. Si era appena affermato il fenomeno di MTV Spit e insieme a qualche amico ci divertivamo a fare freestyle. Inizialmente non ero molto bravo anzi, tutt’altro, però con la tenacia e lo voglia di primeggiare sono riuscito a migliorarmi, utilizzando anche allenamenti particolari, ad esempio uno che mi permise di migliorare tecnica e contenuti: prendevo parole a caso dal dizionario e cercavo di improvvisare qualche quartina, provando a non andare fuori tema.

 

Gli “ego” musicali si sono sviluppati nel tempo perfezionando lo stile.
A me non è mai piaciuto limitarmi a una determinata linea guida, ho sempre amato variare, che è un fattore molto importante che mi ha permesso di avere questa “skill”.

 

Abbiamo scritto “diversi”, perché, anche solo dai tre singoli estratti, “5 a.m. 2”, “Controlla” e “Filosofia da Bronx”, si possono trarre diversi mood, diversi approcci al beat, diverse “anime” di uno stesso disco. Da qui arriva il titolo “Alter Ego”? Questi tre singoli riescono bene a inquadrarlo o ce ne vorrà un quarto?

 

Il titolo “Alter Ego” deriva dalla voglia di portare un progetto che in qualche modo mi rappresentasse a 360°.
Difficilmente uscirà un quarto video estratto, ho pensato di portare questa triade poiché mi sembravano i tre pezzi che più sposano l’idea del concept, visto che, rapportarti l’uno con l’altro appaiono molto diversi.

 

E’ un periodo in cui pochi tra gli emergenti fanno uscire album, ci si limita perlopiù a singoli o al massimo ad EP, tu perché hai scelto di tirare fuori un intero progetto?

 

Ho deciso di tirare fuori un intero progetto, perché dopo tanti anni di rap sentivo la necessità di creare un qualcosa di più impegnativo di una raccolta brani, volevo realizzare una sorta di biglietto da visita, per far vedere che sono in grado di creare e portare a termine un lavoro del genere, con veramente tante cose da scoprire. Dietro a questo disco ci sono della letteratura, della filosofia, della retorica, dei messaggi importanti, oltre che, chiaramente, la mia vita.

 

Sembra quasi che tu sia l’unico che lo fa veramente per sé stesso, e non per mirare a quella fama che abbaglia molti, come dici anche nel disco.

 

Scrivere testi è il miglior modo possibile che ho per comunicare agli altri qualcosa, e sarà ancora per un po’ parte integrante del mio essere, è una passione che difficilmente smetterà di accendere il mio cuore.
Non nego che anche a me piacerebbe fare di tutto ciò un lavoro e viverci, ma a differenza di altri non è la ragione che mi spinge a scrivere testi.
Scrivo col cuore, sognando qualcosa di più.

4. Dal momento che riesci a spaziare così tanto mantenendo sempre qualità ti chiediamo: a parità di sottogeneri, mood ecc… cosa distingue il rap fatto bene da quello fatto male? E a quale pubblico pensi di poterti rivolgere con un album del genere?

 

Dunque io ascolto un sacco di rap, compresi vari sottogeneri, per me un brano fatto bene ha delle qualità insindacabili, ad esempio:
 – chiaro nel messaggio che vuole trasmettere.
– la punchline, secondo me è una delle armi più potenti che ci sia nel rap. È importante cercare di dare originalità al testo, e credo non ci sia nulla di più creativo di una bella punchline.
– Metrica e flow ovviamente fanno il 40%. Se questi elementi vengono a mancare difficilmente si ascolterà quel brano.
– Una cosa che tanti sottovalutano è l’impostazione della voce, è uno dei punti in cui sono migliorato tanto in questo disco, ogni brano ha il suo mood e va impostato in un determinato modo.

 

Credo che “Alter Ego” possa essere ascoltato da tutti.

 

Ci sono dei brani, in particolare “Vero” e “La morte di un sognatore“, che parlano del rap con il quale sono cresciuto, i più attenti posso notare citazioni ai One Mic, a Joe Cassano e ai mitici Biggie, Tupac e Nas, in ordine di gradimento.
Allo stesso tempo, per non tralasciare nulla, ho provato a sperimentare un po’ con tracce come “Nudo“, totalmente nuovo come approccio per me, mischiando indie rap, pop e chili di autotune. Mi sono divertito un sacco.

 

Comunque sia, bisogna un po’ sfatare questo mito. Il rap o è fatto bene o è fatto male, questa divisione tra vecchio e nuovo non mi è mai piaciuta.

 

 Sail

5. Siamo alla fine, ti chiediamo solo più un saluto ai fans di Mondorap.it e di lasciarci tutti i tuoi contatti, compresi quelli per ascoltare “Alter Ego”

 

Un saluto a tutti i fans di Mondo Rap, voi siete la forza di molti artisti emergenti. Sono contento che li spingiate così tanto.
Potete ascoltare il mio disco “Alter Ego” su tutti i principali digital store:
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