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Chicoria: ‘Non puoi fare musica e spacciare insieme’ (intervista)

Chicoria è uno dei dei giudici di ‘Extrabeat’, il contest di Soundreef e Quadraro Basement che permetterà a 5 talenti del rap italiano di entrare nella tracklist di un EP che verrà distribuito su tutti i digital store da una delle realtà leader nel settore, Believe Digital. Uno dei cinque vincitori realizzerà inoltre un ulteriore brano su un beat che DJ Sine creerà appositamente per lui (clicca QUI per iscriverti).

Qualche giorno fa abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Chicoria, spaziando tra passato, presente e futuro del rap italiano. Abbiamo parlato della sempre attuale dicotomia rapper-criminale, delle differenze tra rap di oggi e di ieri, di TruceKlan, Love Gang, 6ix9ine, Dark Polo Gang, Achille Lauro, Massimo Pericolo e di quella volta che ha venduto l’erba a 50 Cent.

Se non c’hai un cazzo da raccontare che rappi a fa ?

Tu fai parte di quella categoria di rapper che è conosciuta sia da chi ha più di 30 anni che dai giovanissimi. Da quando hai pubblicato il libro “Dura Lex. La legge non è uguale per tutti” vai in giro per le scuole, hai quindi un contatto molto diretto con le nuove generazioni. C’è qualche differenza sostanziale che avverti tra gli ascoltatori di rap della tua generazione e chi ha vent’anni oggi?

Sono cinque anni che giro per le scuole! Quello che noto negli ascoltatori più giovani è che avendo a disposizione tutto con internet, le novità arrivano subito. Ora la musica arriva ovunque, basta un click. Quindi è diventato tutto un fast food musicale, c’è tantissima musica da ascoltare e meno tempo  per approfondirla. Esce un disco e magari lo ascolti soltanto una volta.

Quando io mi sono avvicinato alla cultura hip hop c’era un altro concetto. Un album come ‘The Infamous’ dei Mobb Deep l’ho ascoltato tutti i giorni per sei anni, non sto esagerando, come anche il primo del Wu-Tang Clan, io li sentivo miliardi volte, questo non accade più.

Quando hai iniziato a rappare tu non esisteva neanche la minima possibilità di fare i soldi con il rap, che è in realtà il motivo che spinge oggi molti giovani. Se ti trovassi davanti a un pischello che dice “Voglio fare rap per ottenere fama e successo”, cosa gli diresti ?

Gli direi subito amore mio, se non c’hai un cazzo da raccontare che cazzo rappi a fa ?

Ormai però ne hanno talmente tanti di esempi di persone che rappano senza avere nulla da raccontare che non sembra poi così strano..

Ma poi maturi e te ne rendi conti che hai ascoltato cagate. Ci stanno tante declinazioni del rap, se parli solo di cazzate sei un lol rapper. Qualcuno prima o poi analizzerà la tua carriera musicale e dovrà dare un giudizio, se hai detto solo cazzate la paghi. 

Pensi che l’attinenza alla realtà sia ancora un requisito fondamentale nel rap?

Per quanto riguarda il mio rap ed il mio gusto musicale ti devo rispondere assolutamente di sì, per forza. Poi però posso anche capire che qualcuno si inventi una vita e la inizi a raccontare nelle canzoni. Pure quella è musica, non ci si può fare niente, la censura c’era ai tempi del fascismo.   

Li riconosci subito quelli che fingono, basta guardarli bene in faccia.

Un artista a cui vieni associato è Massimo Pericolo. In realtà a livello stilistico siete molto diversi. Però siete accomunati da tante cose, quella che salta subito all’occhio è l’esperienza in carcere che avete fatto entrambi. Ti volevo chiedere come è lui come persona, se è spontaneo come sembra nelle interviste, e che ne pensi di lui come artista. Credi che una storia come la sua, dopo tutto il successo che ha avuto e sta avendo, abbia in una qualche misura sensibilizzato il pubblico su temi come la situazione delle carceri in Italia, la legalizzazione/regolamentazione degli stupefacenti, e più banalmente sul fatto che sia assurdo che uno si faccia il carcere per l’erba?

Alessandro è uno dei miei artisti preferiti, ovviamente l’ho conosciuto. Prima ci siamo scritti, poi ci siamo incontrati a Roma. E’ uno sincero, esattamente come lo vedi. Abbiamo parlato un sacco. Quando trovo un artista che mi piace, che è anche una persona che voglio conoscere, mi metto lì e gli faccio mille domande. Ho visto che nel suo rap c’erano tante vedute simili alle mie. Quindi mi sono detto ca**o, questo ragazzo ha 15 anni meno di me ma ragiona come me. Ma ragiona come me adesso, capito in che senso ? E’ molto più maturo di quanto fossi io alla sua età. 

Poi secondo me è fortissimo come rapper, è un treno. E’ uno completo, ed è soprattutto uno di quelli che non brucia le barre, ogni barra ha un significato, un contenuto forte se lo vai ad analizzare, ed è quello che l’ha portato al successo.  Uno così è logico che venga preso sul serio dagli ascoltatori: ascoltano quello che ha da dire. Quando dici che ha sensibilizzato il pubblico su temi come il carcere o la legalizzazione sono d’accordo. Ci dovrebbero essere molti più artisti così.

E’ bello quando il rap ha questo ruolo sociale.

Il ruolo del rap è quello di educare, educare divertendo magari. Quando senti un pezzo di Massimo Pericolo, quello ti sta educando. Ti sta dicendo oh, io le cose le ho fatte, è così che vanno a finire. Se vai a sentire molti altri artisti  c’è solo istigazione: io ho fatto i soldi così, guarda i gioielli che ho comprato grazie agli impicci per strada. E in questi casi non è mai vero.

Mi fa ridere che la Polizia non arrivi mai, come in Gomorra, cinque stagioni e la Polizia si vede tre volte. Si capisce che è una cazzata.

Alessandro ha fatto quel determinato tipo di vita in un certo momento, io magari che sono più anziano, dato che i tempi erano diversi, ho avuto la possibilità di fare quel tipo di vita per più tempo. Quando io spacciavo non c’erano i telefonini.  Una piazza di spaccio poteva durare dieci anni, oggi già è tanto se arriva a sei mesi prima che incarcerano tutti. Tu puoi essere bravo quanto ti pare, prendere tutti gli accorgimenti che vuoi, ma in un posto ci devono arrivare i clienti, ed i clienti hanno il telefonino. Sono monitorabili.

Quindi un conto è dire io c’ho provato e ho fatto sta fine, senza vantarsi, altra storia è fingere di aver fatto i soldi facendo il criminale, vantandosi, istigando. Ma li riconosci subito quelli che fingono, basta guardarli bene in faccia.

Chicoria e Massimo Pericolo

Sei uno dei giudici del contest di Soundreef ideato per dare la possibilità di farsi conoscere ai talenti nascosti del rap italiano. Avevi mai fatto prima il giudice ad un contest ?  

Sì l’ho fatto per delle battle di freestyle, ma è una cosa completamente diversa, non c’entra niente. Lì conta anche molto il pubblico, magari uno azzecca la rima giusta che fa ridere tutti e lo fai passare. Qua invece si tratta di valutare barra su barra, non è come stare dentro un locale di sabato sera. 

Chicoria e Sine raccontano l'Extrabeat Contest

L'#ExtrabeatContest di Soundreef rappresenta una concreta opportunità per fare un salto di livello nel gioco. I 5 vincitori saranno inseriti nella tracklist di un EP che verrà promosso e distribuito da una delle realtà leader del settore: Believe Distribution Services Italia. Per partecipare basta inviare un proprio brano – un provino o un pezzo pubblicato – entro il 7 giugno 2020.Conterà solo ed esclusivamente la musica. Le facce, gli outfit, i like su Instagram e tutto quello che va a determinare l'immagine non avrà alcun peso. Si compete solo ed esclusivamente con la voce, le barre, l'originalità, l'attitudine, gli incastri, il flow, le storie, la capacità di racontare e trasmettere emozioni di qualsiasi genere. Chi giudicherà non avrà altre informazioni.Il disco verrà realizzato a settembre negli storici studi di Quadraro Basement – QuBa Records. QUI PER ISCRIVERVI 👉 https://www.extra-beat.com/In questo video Chicoria e Sine spiegano alcune delle caratteristiche che stanno cercando nei partecipanti al contest.

Pubblicato da Mondorap.it su Lunedì 11 maggio 2020

Cosa cerchi in un artista che si è iscritto al contest? Quali caratteristiche dovrebbe avere per incuriosirti

Cerco soprattutto il carisma.  Speriamo di trovare qualcuno di interessante.

Non puoi fare musica e fare lo spacciatore insieme, io alla fine l’ho pagata.

Un passaggio di una tua vecchia video intervista a Noisey è diventato virale negli anni. Rispondevi ridendo a uno che ti accusava di essere ‘amico delle guardie’, e che questo ‘poliziotto amico’ fosse un parente di Noyz Narcos, ovviamente tutto completamente inventato e ampiamente smentito. Ti volevo chiedere, sempre in abito ‘amici delle guardie’, se ti sei fatto un’idea di tutta la vicenda 6ix9ine?

Lui ora fa il ragazzino con le treccine colorate che chiede di avere una possibilità. Ma amore mio, ti sei giocato male le tue carte. Hai avuto successo perché ti sei messo i tipi della gang, pagandoli, nei video. Ora io dico, quelli nella vita fanno le estorsioni per campare, hanno visto che hai i soldi.. e che ti aspettavi? Era ovvio che poi sarebbero venuti a fare le estorsioni anche a te, sei stato stupido.

Tu sei un ragazzino con le treccine colorate? E allora fai il ragazzino con le treccine colorate, come altri trecentomila trapper, non ti affiliare ad una sottostruttura criminale di una delle gang più pericolose d’America.

Non puoi fare l’uomo sulla cresta dell’onda con il rap ed il criminale allo stesso tempo, non ti puoi infilare in questi impicci se fai il cantante famoso. Sei monitorato, non puoi fare i reati, poi è ovvio che ti trovano e ti danno 47 anni di carcere. L’ho capita sula mia pelle sta cosa, non puoi fare musica e fare lo spacciatore insieme, io alla fine l’ho pagata. Però non ho mai neanche lontanamente pensato di cantarmi la gente che mi dava la droga per uscire prima dal carcere, mai. Ho detto loro: questa qua è roba mia, non so da chi l’ho presa, portatemi al carcere.

Sì ovviamente la tua e quella di 6ix9ine sono due storie molto diverse, provo a fare un attimo l’avvocato del diavolo, immagina che.. (Chicoria mi ferma prima che io riesca ad abbozzare una sorta di arringa difensiva)

Se nella vita scegli di stare con qualcuno ci devi stare sia quando c’è il sole che quando piove. Non è che quando piove accanni l’altro per andarti a riparare.

Snoop Dogg è uno dei rapper più anziani e consistente in America e nel mondo. E tu ti sei beccato lui che ti dà dell’infame, già quello dice tutto. Pure Meek Mill ha detto una cosa brutale su 6ix9ine, paragonandolo all’assassino di Nipsey Hussle. La sua credibilità di strada ormai è sotterrata.

Sicuramente, però l’ultimo video ha fatto il record di visualizzazioni su YouTube

E beh certo, perché tutti quanti vogliono vedere l’infame! All’essere umano piace questo. L’essere umano è morboso, è un voyeur. Pensi che se facesse un concerto 6ix9ine riempirebbe il posto? E pure che lo riempisse, secondo te non gli tirano i pomodori?

Pomodori nelle migliori delle ipotesi. Poi chissà come farà i live uno che ormai vive h 24 con la scorta..

Ti racconto una cosa. Quando è venuto 50 cent a suonare in Italia io l’ho beccato. Gli ho portato l’erba.

Veramente?  

Eh sì, a lui, ai Mobb Deep. Ma prova a dire un rapper americano, io gli ho venduto l’erba. Anni fa era così per chiunque arrivasse a Roma.. da chi dovevano andare?

Non lo sapevo, per quanto mi riguarda questa storia entra istantaneamente nella Bibbia del rap italiano.

Ma è robetta dai.. Comunque quello che volevo dire su 50 Cent, tornando al discorso di 6ix9ine, è che quando 50 Cent è venuto a suonare a Roma pretendeva che la sicurezza facesse togliere il cappello alle persone per controllare se avessero delle pistole, perché aveva paura che qualcuno potesse sparargli. Loro vivono proprio un’altra realtà, le armi sono una costante.

Scusami se insisto ma mi è salita la curiosità morbosa su questo fatto dell’erba a 50 Cent. Mi puoi raccontare un po’ più nel dettaglio il discorso, come finivi a portare l’erba ai big del rap americano quando venivano a Roma ?  

Le persone che all’epoca organizzavano eventi erano le stesse che magari compravano da fumare da me. Quindi se veniva un’artista gli dovevano pagare l’albergo e fargli fare la serata, quindi cercavano l’erba migliore a Roma. E da chi dovevano venire ?  A volte veniva il promoter, altre volte dovevo andare io.

Ma 50 Cent lo hai incontrato di persona o no ?

Sono andato io, chiaramente. Ho detto subito che sarei andato io. Tu non la sapevi ma ai tempi questa cosa è uscita addirittura sul giornale, su Repubblica. C’è ancora l’articolo dove c’è scritto che 50 Cent ha preso l’erba da me. Mi incazzai da morire ovviamente. Non so come siano arrivati ad avere queste informazioni. Tieni presente che parliamo del periodo precedente all’arresto, mi hanno arrestato due anni dopo.

Io riconosco la Love Gang, sono un ponte tra un nuovo tipo di musicalità ed il pubblico

Il TruceKlan ha segnato una grande novità per l’hip hop a Roma. Ha rappresentato un cambiamento radicale. Il suono ed il contenuto che arrivava dal rap romano era quello dei Colle Der Fomento, dei Cor Veleno, degli Assalti frontali. Quadraro e TK hanno portato un mondo nuovo che è diventato un riferimento, in tanti a Roma hanno iniziato a imitare quello. Era un mondo nuovo anche perché fortemente contaminato da altri generi musicali, dal metal alla techno. Pensi che dopo il TruceKlan ci sia stata un’altra rivoluzione simile nel rap romano? Te la butto lì come provocazione, più di qualcuno ha attribuito questo loro alla Dark Polo Gang, per la novità che hanno portato. Secondo te è un’eresia o ha senso ?

No no no, non è la Dark Polo Gang, è la Love Gang che ha fatto questo a Roma. La Dark Polo Gang becca solo il giovane, la 126 è molto più trasversale, prende diverse fasce di ascoltatori, unisce diversi generi. Musicalmente la Love Gang ha molte più sfaccettature, la Dark Polo Gang fa solo trap.

Quindi a grandi linee secondo te possiamo dividere la storia del rap romano, o almeno dei principali filoni, in una prima fase di rap classico,  poi 10-15 anni dopo il periodo TruceKlan, ed ora invece il periodo Love Gang?

Sì, per me è così. Io riconosco loro, sono un ponte tra un nuovo tipo di musicalità ed il pubblico. Per quanto riguarda la Dark Polo Gang non è che non riconosco il loro successo, ma è musica fatta per un target ben preciso: ascoltatori  giovani della trap di oggi.

Se invece prendi ad esempio Ketama, lui fa una cosa, Franco ne fa un’altra, Carl Brave un’altra ancora, una musica che riesce a prendere anche, per dire, il pariolino, o persone di oltre trent’anni che non c’entrano nulla col rap. Loro riescono ad arrivare a nuovi target, per questo lì vedo più simili al TruceKlan, che piaceva al pariolino, a quello che andava alle feste techno, al metallaro.. Parliamoci chiaro, la Dark Polo Gang ha preso molto dalla trap americana, io preferisco qualcuno che va a recuperare stornelli di Trastevere e li trasforma in musica contemporanea – come hanno fatto Franco e Carlo –  in questo modo stai rappresentando un posto. La Dark Polo Gang ad un certo punto sembrava volesse far passare Rione Monti come Scampia.

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E ci sono anche riusciti, ci sono ancora ragazzini che pensano che Rione Monti sia un vero rione, tipo Napoli

(Chicoria ride, ndr) E ora come glielo spieghi alla gente che Rione Monti, nonostante tutti i turisti che ci stanno, ha un tasso di furti di Rolex praticamente insistente? Pensi che anche nei rioni di Napoli sia così?

Secondo te il rap rimarrà ancora il genere di riferimento delle nuove generazioni?

A boh, questo non si può proprio dire. Certo, c’è da dire che l’hip hop ha quasi 50 anni e ancora sopravvive, anzi cresce. Anche in Italia è un movimento che ormai ha una storia.

Una storia che però non sempre le nuove generazioni sono interessate a conoscere..

Ma tanto oggi  con Internet quello che hai fatto rimane documentato, un documento che testimonierà per sempre che tu in quel periodo hai fatto quella roba lì. Secondo me uno che inizia oggi dovrebbe guardare la sua carriera a lungo termine. Per lo stesso motivo dovrebbe tenere presente che è meglio evitare scivoloni, internet conserva tutto.  

Internet rende immortali le belle canzoni ma anche le cazzate che fai.  

Esatto, per esempio Achille Lauro potrà avere tutto il successo del mondo, però quando Striscia La Notizia dovrà dargli contro metterà sempre quel filmato in cui si vede lui che sbrocca al ragazzino sul palco con l’auto-tune e gli dice ‘magna dalla ciotola’.  

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Lorenzo Spigarelli

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