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Emin Hozic, ‘L’Anima della strada’ è su YouTube e Spotify

Il 17 luglio 2020 decine di giovani si sono ritrovati presso l’Ex Asilo Filangieri (Napoli) per ricordare Emin Hozic, musicista, compositore e rapper scomparso esattamente un anno prima, all’età di 28 anni.

Lo stesso giorno su Spotify e YouTube è stato pubblicato “L’anima della strada”, album rap in cui Emon Haze – questo il nome d’arte dell’artista partenopeo – ha curato anche le produzioni.

Nel corso della serata la professoressa Lucia Improta, madre di Emin, ha annunciato la nascita di un’associazione intitolata al figlio, il cui focus sarà proprio la produzione musicale ed artistica.

L’ANIMA DELLA STRADA

Nonostante il background di Emin – che ha studiato composizione e non ha mai smesso di produrre musica elettronica – “L’anima della strada” si contraddistingue per le sonorità di chiaro stampo hip hop classico, come testimoniano le batterie quasi sempre incentrate sul Boom Bap, ma ancor di più il sapiente e massiccio utilizzo di campioni – incluse molte parti vocali – provenienti dai vari generi musicali che hanno contribuito a determinare il suono hip hop sin dagli albori.

L’attitudine al mic di Emon Haze è marcatamente street ed altrettanto credibile. Le strade di Napoli delimitano lo scenario entro cui l’artista si muove, raccontando vicende, personaggi, atmosfere, conflitti, amore ed amicizia. Le immagini che si susseguono negli undici brani del disco sono nitide al punto da dare all’ascoltatore l’impressione di vedere la città con gli occhi Emin, attore e allo stesso tempo narratore in un’opera che, come spesso accade quando il rap è frutto d una sincera esigenza comunicativa, unisce i tratti drammaticamente realistici e concerti di un documentario a quelli più onirici di un film.

Il tono è spesso scanzonato, talvolta aggressivo, in alcuni passaggi l’egotrip sembra prendere il sopravvento, ma c’è anche ampio spazio per l’introspezione.

Il risultato è un ritratto sicuramente crudo e disincantato, ma allo stesso tempo passionale e appassionato, di una realtà che Emon Haze dimostra di conoscere in ogni sua sfaccettatura. Ed è proprio per questo risulta credibile, reale, concreto, duro, ma allo stesso tempo poetico.Tramite il racconto della sua città Emin racconta anche se stesso.

Come già detto ‘L’anima della strada’ sembra essere il frutto di una sincera e dirompente esigenza comunicativa. Dalla prima all’ultima traccia non c’è infatti nulla che strizzi l’occhio alle tendenze del rap 2.0 che domina le classifiche italiane ormai da qualche anno, nulla che possa far pensare ad una musica fatta per piacere alle masse.

Un album del genere, per certi versi addirittura anacronistico in questo periodo storico, potrebbe far pensare ad una sorta di integralismo hip hop dell’autore. Nulla di più sbagliato, perché il rap rappresenta solo una delle forme con cui Emin – autore anche di una sceneggiatura – ha manifestato la sua passione per la musica, e più in generale per l’arte.

IL miglior modo per ricordarlo è probabilmente attraverso le parole di chi lo ha conosciuto bene.

“E’ grazie a lui se so qualcosa di musica elettronica e composizione – recita un post di un amico comparso sette mesi dopo la scomparsa di Emin – È grazie a te se so che per avere soddisfazioni conta dare addosso alla musica, cacciare la cazzimma e perseverare ogni giorno. Ti dovevo molto per quello che mi avevi insegnato… non chiedevi mai nulla in cambio, ma adesso sono in ritardo. Ci vediamo dall’altra parte, spero che un giorno potrò abbracciarti di nuovo. Ciao Maestro”.

Altrettanto emblematiche di quanto la musica fosse centrale nella vita di Emin le parole di un altro amico, pubblicate ad un anno dalla scomparsa del rapper e compositore: “Tutte quelle volte che parlavamo di musica e ci davamo consigli musicali a vicenda…..quando mi ospitavi a casa e pranzavamo insieme”.

Potete ascoltare “L’Anima della strada” cliccando qui.

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