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‘Female rap’ in Italia: 6 nomi su cui puntare

L’Italia fatica a uscire dalla mentalità di stato patriarcale, basato sulla concezione quanto più cattolica possibile della famiglia, e ogni qualvolta si mette in discussione questo concetto ci si trova di fronte a un muro di persone che si vedono in piazza solo quando c’è da protestare contro leggi quali il celebre decreto Cirinnà.

Sappiamo tutti che il rap fotografa la società che lo circonda, e non dobbiamo quindi stupirci se purtroppo nel Bel Paese il rap fatto da ragazze e donne viene considerato quasi come un sotto-genere. Non tanto per colpa delle praticanti, che ce la stanno mettendo tutta – e ce la stanno anche facendo – per cambiare questa situazione. Ciò che più limita questa branchia è il modo nel quale il pubblico interagisce con essa. Ad esempio, considerate che, quando una ragazza in Italia inizia a rappare, difficilmente riceverà critiche costruttive. Da un lato arriveranno i complimenti forzati, che slittano sui punti deboli, perché “poverina, è una ragazza!”. Dall’altro arriveranno le critiche pesanti e inutili, quelle che si basano sugli stereotipi, e che mostrano tutta la frustazione sessuale dei soggetti che le sparano.

Ma c’è chi non si arrende, ed oggi finalmente il “rap femminile” in Italia sta acquisendo sempre più rispetto oltre che visibilità. Ci sono rappers emergenti che sanno il fatto loro. Ecco solo 6 esempi degni di nota:

 

EVA REA. Tenetela d’occhio ragazzi. Magari l’avete scoperta con l’ultima edizione di X-Factor, a cui ha partecipato a testa alta, ma noi l’avevamo adocchiata già da prima, dal suo EP “Tabù“, realizzato con il BRICK STUDIO di Catania: si tratta di un prodotto di poche tracce, che bastano a cogliere nel segno. Vengono ribaltati i ruoli fino a rompere tutti gli schemi mentali preimpostati dalla nostra società. Magari avete già sentito qualche female rapper fare la provocatoria, anche a livello sessuale, proprio per punzecchiare quel maschilismo insito nella società; ma una donna che interpreta il ruolo della pappona, che anche solo per una song tratta l’uomo con lo stesso materialismo solitamente riservato alla donna, l’avete mai sentita? E se state già preparando la critica sui contenuti, sappiate che ci sono anche quelli, SCARICARE per credere.

 

JOEY. Sa rappare. Sa cantare. Sa come si realizza un video. Spacca in italiano ma anche in inglese. Ha l’attitude. Ha una propria immagine ed un proprio personaggio, nulla di campato in aria né tantomeno nulla di stereotipato. Ha i contenuti ma anche la tecnica. Sa essere classica e sa essere fresca. Insomma, sapete cosa manca a quest’artista? VOI. Ascoltatela e supportatela, o vi mandiamo Enzo Miccio a dirvi “Ma come ti vesteeh?” e a buttarvi tutti i vestiti.

 

LE GAL. Magari conoscete WAZZY. Magari l’avete sentita devastare la posse track del One Shot Game 2015 di Honiro, o forse avete scaricato il suo ALBUM uscito proprio sul sito dell’etichetta romana. Il punto è che in verità è stato il collettivo Le Gal, di cui Wazzy fa parte, a portarsi a casa la più celebre competizione del rap underground, ed infatti troviamo anche un loro video sul loro canale Honiro. Ma già da prima queste tre ragazze avevano dimostrato le loro potenzialità: nella loro musica troviamo soprattutto contenuti, ma anche una buona destrezza nella metrica e un’attitudine molto fresca in alcune canzoni, e volete sapere il bello? E’ tutto in FREEDOWNLOAD

 

LESLIE. Bastano due singoli, facenti parte di una stessa serie, per capire di che pasta è fatta. Prima si districa ottimamente su un beat che suona più moderno della Rivoluzione Francese, senza avere nulla da invidiare ai grandi nomi che spesso e volentieri sentiamo devastare beat simili. Ecco poi arrivare un minuto e mezzo stracolmo di contenuti trattati con la giusta dose di tecnica, senza inciampi fino alla fine. E se vi dicessimo che sono usciti anche il #2 e il #3

 

MISSTAKE. Il primo a vedere qualcosa in lei è stato Vacca, e difatti agli inizi sono uscite alcune collaborazioni proprio con lui, ma, in verità, perfino Bocelli ci avrebbe visto qualcosa, perché le skillz non sono mai mancate. Dopo varie sperimentazioni tra rap, reggae ed R&B, oggi Misstake sembra aver intrapreso la sua strada: uno dietro l’altro stanno uscendo i suoi singoli, prodotti da Laioung, in cui continua a dimostrare abilità e freshness invidiabili.

 

BEBA. E’ passata da due dei migliori studi di registrazione di Torino: il Trumen e il SoloQultura. Nonostante questo, per la freschezza che porta, sembra che abbia registrato i suoi pezzi direttamente sulla cima del Monte Bianco. Si nota sperimentazione non solo nei singoli da club, ma anche in quelli più riflessivi, come “Ginestra“, una canzone che dimostra “qultura” già dal titolo.

 

Attenzione! Ci siamo limitati a fare i nomi di 6 rappers che si stanno facendo sentire proprio ultimamente – anche se magari praticano già da diversi anni – ma non per questo vogliamo affatto sminuire tutte quelle altre che hanno fin’ora permesso al rap femminile, anzi (al diavolo!) al rap in generale, in Italia, di crescere sempre più. Sarà anche grazie a loro se, speriamo il prima possibile, si smetterà di considerare quale sottogenere quello che, come Sfera, è semplicemente rap “ebbasta”.

In particolare ci teniamo a citarvi ancora tre nomi, sempre relativi agli ultimi anni:

Innanzitutto MC Nill, a cui basta un beat per dare prova della propria capacità, che si tratti di freestyle o di canzoni vere e proprie. Il suo stile è decisamente classicheggiante, ma la potenza dei suoi beats e la qualità delle sue liriche è apprezzabile anche da un tipico ascoltatore di nuova scuola.

 

Continuiamo con Marti Stone, da parecchi anni sulla scena, e forse la prima a proiettare veramente il rap femminile nel presente: pur essendo in grado di rappare su tutto, è su canzoni molto attuali a livello di suono e mood che sfodera il meglio di sé.

 

Infine, Doll Kill. Rappresenta sicuramente il volto più hardcore tra le nuove rapper italiane, soprattutto per le collaborazioni con Kill Mauri e Freddy Key. Ma in verità è uno stereotipo riduttivo, perché guardando alle sue canzoni, ci si accorge che la padronanza di diversi stili è sicuramente tra le competenze di questa giovane promessa.

Eh… NULLA! Nient’altro da dire, ma voi al contrario avete molto da ascoltare, e, soprattutto, diverse artiste da supportare!

 

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Loris Tudisco Ryder

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