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“Io non perderò” è il grido di rivolta e l’ultimo singolo di Ali, rapper italiano a Londra

Non basta aver capito come farcela per farcela” diceva Vegas Jones, e come dargli torto?

Per vincere ad oggi non basta una strategia, come non basta il semplice talento. Bisogna avere tutto il coraggio per uscire dal proprio cantuccio, dalla propria trincea, e gettarsi nella mischia, o, per meglio definirla, nella fiumana di emergenti che vanno tutti nella stessa direzione, ma che, essendo in troppi, finiscono per ostacolarsi e bloccarsi a vicenda, ed ecco che le spietate mitragliatrici del mercato ne approfittano per massacrare sogni come fossero fatti di materia, ed ecco come, periodicamente, migliaia di emergenti vivono il loro quotidiano massacro della Somme: troppo lenti e troppo poco preparati per arrivare al traguardo.

Io non perderò

E’ questo il titolo del nuovo video di Ali, che sfoggia un titolo da battaglia, un beat prodotto da XS che fa venire voglia di caricare con la baionetta sguainata (fanculo ai doppi sensi), e un video a cura di DIPA from RKH, in cui il colore predominante è il rosso, come quello del sangue che talvolta, in Europa, ha nutrito la terra al posto dell’acqua.

Il beat è più fresco del Generale Inverno, il più abile comandante russo, ma ad una base bisogna adattarsi, esattamente come a un campo di battaglia secondo “L’arte della guerra”.

L’energia che Ali sprigiona sul pezzo, già dalla prima frase pronunciata, fa impallidire la bomba H, tanto che potrebbe essere una “bomba doppia H”, e in questo caso conviene che il rapper si affretti a fare suo il brevetto prima che qualche scienziato di Pechino glielo rubi per poi venderlo al “pacifico” Kim Jong.

Io non perderò!

E’ una frase pronunciata con una tale forza che ce ne convinciamo in automatico, diventiamo tutti dei vincenti per un solo secondo. Intanto il brano continua, ed il flow scorre liscio e senza sbavature in un semi-cantato supportato dall’elettronica, per poi arrivare alle prodezze metriche. Ali alterna benissimo lo slow all’extrabeat, e quando parte in velocità pare di assistere a una carica degli ussari polacchi, con le ali sull’armatura per simulare il volo, perché le accelerazioni precise nel brano ci fanno perdere contatto con il terreno.

Sembra che non spacco perché sono già distrutto“.

Il rapper nel brano ci elenca tutta una serie di difficoltà e di disavvenuture. Ma non si sta lagnando, né sta cercando di farci pena, anzi, ci sta invitando a non arrenderci, perché perfino la sconfitta ci offre un’occasione: quella di prenderci tutto. Lo sa bene l’antica Roma, che in più occasioni è stata sull’orlo del collasso ma, puntando a nient’altro che alla vittoria, non si è mai arresa, e sappiamo com’è andata a finire, lo sanno anche i Sanniti, Pirro e Cartagine se è per questo.

Ali in verità non è di Roma, ma di Brescia, ed al momento si trova a Londra, il che comporta che non si tratti di un parla parla: se c’è da mettersi in gioco, è disposto a farlo. Tutto ciò mostra  che l’originale spirito da cui è nata questa nazione non è morto, esattamente come l’hip hop, sono semplicemente più difficili da ricercare, e proprio per questo non ci stancheremo mai di ripetervi quanto sia importante ascoltare e supportare il rap emergente, perché poi, a lamentarsi di chi emerge, sono bravi tutti.

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Loris Tudisco Ryder

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