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#Regaz Vol.1 di Nocivo Regaz: un viaggio tra sentimento, ironia e punchlines

Se siete i classici lettori accaniti, sicuramente conoscerete la sensazione che si prova nell’aprire un nuovo libro ed iniziare a leggerlo: si entra in un mondo a parte, e ci si addentra con tutti noi stessi, tra l’odore di carta nuova e il rumore silente dell’inchiostro che vi è impresso, avvolti da meraviglia e curiosità per il viaggio che stiamo intraprendendo.

E’ proprio questo (tranne che per l’odore di carta) ciò che fa “#RegazVol.1“, l’ultimo lavoro in FREEDOWNLOAD realizzato da NOCIVO REGAZ, che fin dalla prima traccia ci trasporta in un universo a sé, proponendoci un viaggio tra le parole dell’artista che – come l’inchiostro sulle pagine di un libro – ci trasportano tra i suoi pensieri e le sue emozioni. L’hip hop, un sogno stretto nel suo pugno, le sue riflessioni, la rabbia di una generazione è ciò in cui veniamo trascinati fin dal primo ascolto del tape. Si sente il potenziale pronto a saltare fuori per urlare al mondo “io ci sono!” (come fosse il classico fratellino dispettoso in stile “Piccoli Brividi”), e che come i raggi del Sole tra le nuvole penetra e si manifesta nelle tracce, il cui ascolto lascia l’ascoltatore impaziente di osservare e comprendere ogni meta del suo viaggio.

L’itinerario attraverso il mixtape inizia con una serie di fotografie, rievocate dai nomi di pilastri dell’hip hop, sequenziati in rima dalla voce di Nocivo Regaz in “Hip Hopera“, l’intro. Proprio come un dépliant di foto, la song trascina e coinvolge lo spettatore all’interno del percorso a tema hip hop, tra scratch, rime e i nomi dei suoi stessi paladini, quasi un tributo alla cultura stessa, tra citazioni e l’amore per essa, impresso con il fuoco nella traccia e che emerge con ardore in ogni suo suono.

Il percorso diventa molto più personale fin dalla seconda traccia, con “Corpus Christi“, in cui il rapper riversa non solo i suoi pensieri, ma anche parte del suo sogno (“Sta musica è l’unica cosa che ho“) oltre che la sua rabbia, presente con sufficiente ironia anche nella traccia successiva, “Untitled” (realizzata in collaborazione con Sofia Amato nel ritornello). In quest’ultima vengono evidenziati una buona tecnica ed un flow che non delude, anzi, al contrario: questa traccia è proprio quella che per prima mette in luce le ottime capacità tecniche del rapper.

La strada ha un bivio con “Bonnie & Clyde“, un cambiamento totale di tono che procede anche attraverso tracce come “03.09.09” (sicuramente tra le più apprezzabili), “Andromeda“, “Polvere” o “Odi et Amo“, pezzi con cui, a partire da un amore infelice (tema riproposto più volte), e proseguendo con il dolore della perdita, il tono diventa molto più introspettivo, riflessivo e profondo, accompagnato da strumentali ben scelte e che permettono di comprendere al meglio il messaggio che Nocivo Regaz vuole darci. Alcune tra queste sono forse le tracce che meno sfoggiano originalità nell’intero tape, ma appaiono quasi necessarie all’interno dello stesso, e sono sicuramente quelle che lasciano di più all’ascoltatore, evidenziando il talento indiscusso di Nocivo Regaz qui nelle liriche più che nella tecnica, talento che se ben coltivato potrà portare a grandi risultati.

Sembrano, invece, quasi fin troppo semplici, quasi pari a freestyle, pezzi come “GTA Nettuno“, “Bugatti Veyron“, “Mr.Cartoon” (pt.1 e pt.2), “Floyd Mayweather” o “Ho Preso Il Fumo“, forse studiati proprio per apparire tali, ma che di fatto lasciano all’ascoltatore unicamente un buon sound, cui viene data forma da un testo che spinge quella comicità sregolata che però nasce sicuramente da un disagio, ovvero una sorta di “ignoransia”, sorretto unicamente da un flow ben scelto e ben calibrato sulla strumentale; tutto, insomma, volge a formare song che diventano una distrazione necessaria dai temi conscious, profondi e riflessivi del resto del tape, anche se, viste le moltissime tracce del tape, forse qualcuna avrebbe potuto essere esclusa dal progetto, e magari uscire a parte. Fatto sta che anche queste contribuiscono a dimostrare la grande versatilità del rapper e le varie identità che compongono la sua musica, tant’è vero che “Ho Preso il Fumo” nasce quale remix del remix del celebre videoclip con il quale il leggendario Andrea Alongi ha rivelato al mondo la sua esistenza, un qualcosa di inedito e inaspettato insomma, che strappa un sorriso, citando Jesto:

Anche all’hater più incallito!

Grande dimostrazione di capacità tecniche dello stesso sono tracce come “Regazville” o “Bugatti Veyron“, che, come ogni traccia del mixtape nascondono, tra le loro punchlines e i loro termini forti, significati nascosti di una discreta profondità, senza che il contenuto del mixtape si fermi a questo.

Sono presenti anche track “a sé”, che si intercalano bene all’interno del viaggio come piccole mete nascoste, ma che valgono la pena di essere visitate. Stiamo parlando di  “Fenix“, “Regaz di Quartiere“, “Origami“, “Weeda & Tennent’s“, “Ehi Mà” e “Sehnsucht” (quest’ultima, in monorima, stupisce l’ascoltatore e fa venire alla luce il bagaglio culturale dell’artista, oltre che il gran lavoro dietro la realizzazione del brano), in cui il rapper ha lasciato un pezzo di sé senza pretese, frammenti unici di cui non possiamo che consigliarvi l’ascolto, che variano dal riflessivo, all’introspettivo, al conscious, quasi come fossero un diario di pensieri ed emozioni.

Anche “Nuvole” ne fa parte, ed essa è probabilmente la perla del mixtape, con due featurings che le danno valore e non oscurano minimamente Nocivo Regaz, anzi, lo valorizzano (cosa non scontata).

Interessanti inoltre alcune scelte dell’artista per tracce come “Bufu“, in cui c’è una forte sconnessione tra strumentale, flow e significato del testo. Iniziando con un dolce piano che lascia intendere che si tratti di un altro pezzo riflessivo o in nota introspettiva, il rapper “distrugge” poi quest’aspettativa con un testo composto da punchlines e un flow aggressivo e con extrabeats. Questa apparente sconnessione tra i vari elementi che compongono la canzone perde di significato, tuttavia, nella sua frase conclusiva:

Scrivo stronzate perché sto male

Basta questo a ribaltare completamente il senso di un pezzo che appariva quasi “insensato” nel suo insieme. Scelta originale e, probabilmente, coraggiosa; con esito positivo.

Altra canzone in nota ironica – aspetto che scompare dalla sua metà in poi – e ricco di punchlines, è “Manuel Vs Nocivo Regaz“, traccia che chiude il mixtape con una “leggerezza pesante”, ossimoro decisamente adatto a descrivere il lavoro realizzato da Nocivo Regaz con “#RegazVOL.1“.

E’ d’obbligo spendere due parole anche sulle produzioni scelte, che appaiono adatte ad ogni traccia, come fossero vestiti della giusta taglia, ben selezionati per ogni occasione. Che siano casual, eleganti, strappati o malamente ricuciti, essi vestono bene un mixtape che, alla fine, lascia l’ascoltatore soddisfatto e impaziente di scoprire cosa Nocivo Regaz gli riserverà in futuro.

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