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Il vagabondo di ‘Into the Wild’ esiste, e rappa viaggiando per il mondo: è Dom Cobb e per lui è ‘Tutto Normale’

Ci sono quei film che, pur non essendo conosciutissimi rispetto ai grandi classici, hanno lasciato una traccia indelebile nei cuori di tutti quelli che li hanno guardati, e di cui spesso e volentieri si trovano riferimenti nel rap italiano. Si parla di “Donnie Darko”, “Requiem For A Dream”, “Trainspotting”, o anche “Into The Wild“, pellicola a cui si è ispirato il supereroe del rap romano “Passamontagnaman”, altrimenti noto come MezzoSangue, per il titolo del suo celebre album “Soul of a Supertramp”.

Il “supertramp” (no, non Super Trump, quello sarebbe orribile) in questione, altri non è che il protagonista dell’intera vicenda: un ragazzo che in verità si sente già uomo e che, nonostante il futuro gli offra prospettive che molti troverebbero allettanti, decide che la sua vera vocazione è il viaggio, l’incontro, il cambiamento, tutte parole che nella nostra società sono positive fino a un certo punto, ma che poi terrorizzano il nostro animo tanto affezionato alla quiete e poco incline al rischio.

Beh qualcuno lo spieghi a DOM COBB EMAX che si tratta di parole spaventose, perché lui le ha prese alla lettera, e dalla provincia di Torino ha venduto tutto il vendibile per comprare un biglietto di sola andata per l’ignoto, ed ora vive viaggiando per il globo. Al momento si trova su un’isola, e non stiamo parlando dell’Isola D’Elba, in una sorta di auto-esilio napoleonico, quanto bensì di quell’isola affascinante e misteriosa che si trova dall’altra parte del mondo: l’Australia.

Dom Cobb - Putty Beach - NSW - Australia

Okay, non è l’unico italiano ad aver lasciato casa per un posto così lontano, ma ciò che lo distingue è la tendenza a non cercare una stabilità, quanto più a vivere spostandosi, rinunciando a quelle comodità che il 21esimo secolo aveva reso parte del nostro quotidiano, e portando con sé solo una chitarra e uno zaino contenente un microfono, una scheda audio, dei cavi, un computer e qualche vestito, anche se dubitiamo che questo implichi l’ultimo modello di Jordan o un New Era disegnato da Kanye West.

Una persona di questo tipo, nella nostra società si può considerare forte come si può considerare folle, ma una cosa è certa: non si può includere tutta questa epopea in quella che noi chiamiamo normalità.

Ma se è difficile capire una così grande audacia nel viaggiare, non è per alcuni di noi impossibile comprendere il suo grande amore per la musica, nello specifico per il rap, che lo accompagna in qualunque luogo si trovi, tanto che dall’Australia sono arrivati numerosi video musicali, l’ultimo dei quali si intitola “Tutto Normale“, e critica proprio quello che è il nostro concetto di normalità, quiete, accettabilità.

E’ una tematica che potrebbe ispirare molti artisti, ma ciò che rende unico il brano è il fatto che ad affrontarla sia una persona con una vita tanto atipica, con una visione tanto esterna alla nostra, e con una vera e propria avventura alle spalle. Grazie a ciò, il tutto acquista il triplo del valore che acquisterebbe se a parlarne fosse qualcun altro.

Al premere del tasto “play”, il primo elemento a stupire è la qualità: nonostante quasi all’improvviso Dom si sia ritrovato dall’altra parte del mondo e nonostante, non contento, perfino lì non abbia resistito all’impulso di viaggiare e spostarsi, tanto la qualità audio quanto quella video sono ottime, come se nello zaino, al posto dello stretto necessario per fare musica, si fosse portato un intero studio di registrazione, magari l’intero Vani-Lab, quello in cui lavorava in Italia.

La produzione musicale non punta all’eccesso o al “nuovo a tutti i costi”, ma con pacatezza ci trascina, nota per nota, in un viaggio su un mare calmo, scosso periodicamente da una chitarra che dona corpo ed energia.

Non manca proprio nulla: la metrica è ben impostata, il flow si muove fluido tanto nel semi-cantato quanto nell’extrabeat, per poi esplodere con un cantato semplice ma efficace ed ipnotico nel ritornello, e nemmeno l’immagine viene tralasciata, in quanto  le riprese, che lo catturano mentre interpreta il brano sulla spiaggia di RoseBay, inquadrano un rapper leggermente atipico, che quasi comunica nel suo vestiario, e nel suo reggere la chitarra come fosse una parte di sé, la sua scelta di vita senza mai uno stop, come è per alcune specie di squali, che sono costrette a restare in continuo movimento, altrimenti non potrebbero vivere.

Dom Cobb Travel

Squali, alligatori, pericolosi canguri pugili… sono solo alcuni di quegli animali esotici e pericolosi che ci fanno percepire un posto lontano come l’Australia come un mondo a parte, anormale, al di fuori della nostra piccola bolla nella quale ci sentiamo sicuri, ma non può mancare nelle liriche del brano proprio una critica a quello che noi permettiamo all’interno di queste pareti che ci danno sicurezza: in particolare vengono criticate la falsità e l’ipocrisia che si nascondo all’interno di persone, che talvolta dovrebbero essere fidate, o di intere strutture, come la religione o la nostra concezione di passato, presente e futuro… il tutto viene quasi inquadrato dagli occhi di un osservatore esterno, a cui sono mancate tutte quelle bugie che ci convincono che questa sia la normalità.

Vi abbiamo spesso e volentieri parlato di emergenti che hanno dimostrato una smisurata passione per la musica, che si è tradotta in impegno, sacrifici e scelte di vita, ma questo caso è veramente emblematico, qui c’è un’intera esistenza in cui la sola costante è rappresentata dalla musica stessa, che è l’unico filo conduttore che lega il Dom che viveva, lavorava e inseguiva la sua passione in Italia, a quello che viaggia, scopre, ma continua a lavorare e a seguire i suoi sogni, a un mare più un oceano di distanza, per cui una visita al sito di questo artista, per scoprire nuovi aneddoti, nuove canzoni, e nuovi punti di vista tanto differenti da quelli della nostra normalità, non sarà mai un obbligo, ma è comunque una concreta possibilità di avvicinarsi a un mondo nuovo, com’erano state definite l’America prima, e l’Australia poi, mentre per l’artista sarà il contrario: ora è in Australia, presto arriverà l’America, e chissà in futuro…

 

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