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La storia della Death Row Records tra malavita, soldi e sete di potere (parte 1)

Premesse storiche

Dopo l’uscita di “Niggaz4Life” (1991), gli N.W.A erano ormai arrivati ad un punto di rottura totale. Perso Ice Cube, anche Dr. Dre non riusciva più a sopportare l’idea di non ricevere il giusto compenso per il suo egregio lavoro alla Ruthless Records: il gruppo, com’era già noto dai tempi della dipartita di Cube, aveva dei contratti da far accapponare la pelle, totalmente fuori dagli standard del settore, principalmente a causa dell’inesperienza dei giovani ragazzi di Compton, i quali si trovavano nelle mani di un uomo dalla grande competenza come Jerry Heller, probabilmente più affezionato al futuro della label che ad ogni altra cosa.

Gli N.W.A

Gli N.W.A

Quali siano stati, nel particolare, gli intrecci di potere che portarono gli N.W.A allo sfacelo non è dato saperlo; ciò che è certo, comunque, è che dopo l’uscita del secondo album di inediti, Dr. Dre era pronto a far le valigie, sopraffatto dalla frustrazione.

The D.O.C., nel frattempo, aveva stretto i rapporti con una delle guardie del corpo degli N.W.A, un corpulento ragazzo chiamato Marion “Suge” Knight, che si distingueva – oltre che per la possente stazza – per la sua inesauribile determinazione nel voler far parte del mondo dello show-biz.

The D.O.C. (nato Tracy Lynn) veniva da Houston (Texas), ed era stato chiamato in California da Dre, verso la metà degli anni ’80, per aiutare il progetto N.W.A a prendere il volo: era un meraviglioso cantastorie, una sorta di Slick Rick della West Coast, e non è un segreto che fu proprio lui a scrivere la quasi totalità dei testi scanditi dalla voce di Eazy-E e dallo stesso Dr. Dre sull’album “Straight Outta Compton”, il già citato “Niggaz4Life” e l’EP “100 Miles and Runnin’”; pubblicò anche un suo album, chiamato “No One Can Do It Better”, nel 1989, un capolavoro che ancora oggi non riceve il feedback che meriterebbe.

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The D.O.C.

 

Verso la fine del ’91, The D.O.C. aveva ormai capito quanto Dre soffrisse per la sua condizione di “genio sottopagato”, e gli fece la fatidica proposta di mettersi a lavorare in proprio, creando dal nulla una casa discografica della quale sarebbe stato sia proprietario che primo impiegato.

Dr. Dre non s’illuminò d’immenso all’idea, ed il suo essere fatalista non poteva essere biasimato: la Ruthless lo aveva legato a sé con un contratto di ferro, e la rescissione avrebbe comportato una perdita economica tale che non ci sarebbe stata possibilità alcuna di lanciarsi in un nuovo progetto.

Fu a questo punto che subentrò Suge Knight.

Suge Knight

Suge Knight

 

Suge Knight

 

Suge non era il tipico uomo del ghetto: seppur nato nella temibile Compton, il ragazzo aveva passato la propria infanzia sotto l’ala protettiva dei genitori, e la sua bravura nel gioco del football (era un ottimo defensive end) gli aveva guadagnato una cospicua borsa di studio che, nel 1983, gli aveva permesso di approdare all’università (prima all’El Camino College e poi alla UNLV). Nonostante una possibilità di carriera nella NFL (fu selezionato dai Los Angeles Rams, per i quali giocò un paio di partite), la sua ambizione era quella di diventare un promotore discografico; fondò presto una piccola società di rappresentazione, ed iniziò a bazzicare l’ambiente nel ruolo di bodyguard, guardando le spalle a stelle del calibro di Bobby Brown, cantante RnB ed ex marito di Whitney Houston.

Entrato nel giro, il giovane Knight conobbe The D.O.C., e tra i due nacque subito una buona intensa: nel 1987, i due uomini fondarono la Funky Enough Records, ed il primo “acquisto” della label fu un esordiente DJ Quik, amico d’infanzia di Suge e membro della divisione Tree-Top Pirus dei Bloods, locata a Compton.

The D.O.C con gli N.W.A

The D.O.C con gli N.W.A

Un altro artista della Funky Enough era Mario “Chocolate” Johnson.

Johnson non era un rapper particolarmente dotato, ma nel suo recente passato c’era qualcosa che richiamò l’attenzione di Suge: nel 1989, infatti, “Chocolate” aveva scritto “Ice Ice Baby”, canzone del bizzarro rapper bianco Vanilla Ice, che divenne il primo singolo Hip-Hop a piazzarsi alla prima posizione della classifica Billboard, risultato di un successo straordinario per il suo sound accattivante (campionava “Under Pressure” dei Queen) ed innegabilmente pop. Ebbene, nonostante la popolarità di “Ice Ice Baby”, Johnson non era mai stato pagato per il suo contributo.

Scrutando i vantaggi monetari che quella riscossione avrebbe potuto portargli, Suge Knight decise di difendere gli interessi del suo cliente, e andò a trovare Vanilla Ice nella sua suite, al quindicesimo piano del Bel Age Hotel di Los Angeles; sebbene la leggenda voglia che Suge abbia fatto penzolare il rapper dal balcone della camera per convincerlo a pagare Johnson, la realtà è che le parti dovettero incontrarsi in tribunale, e la vittoria della causa fruttò all’incirca tre milioni di dollari.


I primi passi

Con parte dei soldi ottenuti da Vanilla Ice, Knight e The D.O.C. poterono iniziare a pensare in grande, e fu allora che Dr. Dre cominciò davvero a sentire la tentazione di provare il salto nel vuoto; l’uomo che lo convinse definitivamente fu Dick Griffey, CEO della SOLAR Records (prima label di proprietà di un afroamericano) e consigliere di Suge, il quale promise al produttore che avrebbe avuto un contratto assicurato con la Sony (da 1 milione di dollari) per lavorare alla colonna sonora del film “Deep Cover”, un thriller con il grande attore Laurence Fishburne (“Apocalypse Now”, “Boyz n the Hood”, “Matrix”).

Si creò una società, sotto la supervisione di Griffey, chiamata Future Shock Entertainment, che fu il vero trampolino di lancio per quella che sarebbe diventata la più leggendaria casa discografica nella storia della musica: la Death Row Records.

Dr. Dre era entusiasta all’idea di lavorare alla musica di “Deep Cover”, ma c’era ancora un importante cavillo burocratico da sciogliere: per rendere possibile questo allettante disegno, Eazy avrebbe dovuto convincersi a slegare Dre dal suo contratto con la Ruthless Records, e l’ex spacciatore californiano non ne aveva alcuna intenzione.

A questo punto, entrò in gioco la (non) diplomazia di Suge Knight.

Dopo aver persuaso Dr. Dre a rendersi sempre più irreperibile presso gli studi della Ruthless, l’ex defensive end dei Rams attese Eazy presso gli studi della Future Shock, dove i due avrebbero dovuto risolvere le loro divergenze pacificamente. Tuttavia, questo non accadde, e la dinamica dei fatti non è mai stata chiarita del tutto: mentre la figlia di Eazy ha recentemente raccontato che al padre fu puntata contro una pistola, Jerry Heller e lo stesso Eazy-E confidarono ai media che Dick Griffey e Tommy Mottola (all’epoca boss della Sony) li avevano minacciati con delle mazze da baseball, mentre Suge asseriva che avrebbe ucciso le loro famiglie (di cui si vantava di conoscere gli indirizzi di casa), se non avessero immediatamente firmato le liberatorie per Dr. Dre, The D.O.C., Michel’le (cantante e fidanzata dell’epoca di Dre) ed il gruppo Above The Law.

Con l’uso della forza, dunque, Dr. Dre fu in grado di allontanarsi dall’ombra ingombrante di Eazy, anche se quest’ultimo riuscì ad ottenere una percentuale sulle vendite del successivo disco solista del produttore (25-50 centesimi di dollaro su ogni copia venduta) e lanciò una controffensiva legale, appellandosi al RICO Act*.

Incalzato da una causa penale pendente e depredato di tutti i soldi guadagnati al servizio degli N.W.A, Dr. Dre non aveva liquidi da investire nel suo immediato futuro; la casa discografica che aveva sperato di fondare e dirigere in libertà avrebbe potuto non vedere mai la luce ma, ancora una volta, Suge Knight fu in grado di tirare fuori il coniglio dal cilindro.

 

Claudio Spagnuolo aka Klaus Bundy

*Il RICO Act (Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act) è una legge americana – approvata nel 1970, durante la presidenza di Richard Nixon – che punisce i reati commessi in relazione al crimine organizzato. Fu la prima volta, con la causa intentata da Eazy-E nei confronti della Death Row, che questa legge venne usata in ambito musicale.

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Claudio Spagnuolo aka Klaus Bundy

Claudio Spagnuolo aka Klaus Bundy

Classe 1991, vive e lavora a Milano. Esperto di cultura Hip-Hop statunitense, collabora con Mondo Rap dall'ottobre del 2015.